Quando vedere i puffin in Islanda e Scozia

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Non serve essere ornitologi per rimanere incantati da un puffin: quelle guance bianche, il becco arancione acceso e quel modo goffo di camminare sull’erba rendono questo uccello tra i più amati dai viaggiatori. Ma se davvero vuoi vederli da vicino – non in un’illustrazione o da un binocolo troppo lontano – sapere quando e dove vedere i puffin in Islanda e Scozia fa tutta la differenza. Dopo anni di viaggi tra scogliere battute dal vento e fari dimenticati, ti racconto i periodi, i luoghi e i trucchi per un incontro perfetto con questi piccoli simboli del Nord Atlantico.

Quando vedere i puffin in Islanda

In Islanda i puffin arrivano con la primavera, solitamente tra fine aprile e metà agosto. È il periodo della nidificazione, e le colonie si concentrano sulle scogliere più riparate. Il luogo più conosciuto è Látrabjarg, nei fiordi occidentali: una muraglia di 14 chilometri che offre un punto di osservazione a meno di un metro dai nidi. Ti bastano un paio di binocoli e un’ora senza vento per vederli tornare dal mare con piccoli pesci nel becco. A differenza di altri luoghi più turistici, qui puoi restare in silenzio per lunghi minuti e osservare senza folla.

Altri punti strategici in Islanda sono Dyrhólaey, vicino a Vík, e le isole Vestmannaeyjar. Gli accessi a Dyrhólaey a volte vengono limitati a giugno per non disturbare la nidificazione, quindi controlla sempre i cartelli all’ingresso o chiedi al centro visitatori di Vík. Alle Vestmannaeyjar, invece, puoi prendere un traghetto da Landeyjahöfn e trascorrere una notte su Heimaey, dove i puffin volano al tramonto disegnando cerchi sul mare come aquiloni arancioni.

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Se desideri scattare buone fotografie, le ore migliori sono tra le 20:00 e le 23:00 durante il sole di mezzanotte, quando la luce radente illumina i becchi. Evita invece i giorni di forte pioggia: l’umidità spinge molti esemplari in mare, riducendo gli avvistamenti.

Dove alloggiare per vedere i puffin in Islanda

Per restare vicino alle colonie, scegli strutture nei fiordi occidentali o lungo la costa sud. A Patreksfjörður, un piccolo villaggio a 25 km da Látrabjarg, ci sono guesthouse familiari come quelle con cucina condivisa e vista sul porto, ideali se vuoi essere sul campo già all’alba. Nella zona di Vík, dormire lungo la Ring Road è comodo per combinare l’escursione ai puffin con una visita alla spiaggia di Reynisfjara e alle cascate Skógafoss e Seljalandsfoss. In molti alloggi puoi chiedere colazioni anticipare per uscire presto con la luce migliore.

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Quando vedere i puffin in Scozia

In Scozia la stagione dei puffin segue un calendario simile, ma con una leggera variazione: gli arrivi iniziano a fine aprile e gli ultimi se ne vanno entro metà agosto. Il cuore dell’avvistamento è tra maggio e luglio. Le Isole Shetland e le Orcadi sono i santuari più ricchi, ma anche lungo la costa est trovi luoghi raggiungibili in giornata da Edimburgo, come l’isola di May (Isle of May), accessibile in barca da Anstruther o North Berwick. Portati un impermeabile: i venti del Mare del Nord non risparmiano nessuno, e le onde possono cancellare una partenza con poco preavviso.

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Le Shetland, specie a Sumburgh Head, offrono scene spettacolari: scogliere a picco, fari bianchi e decine di puffin che nidificano così vicini ai sentieri che puoi quasi vedere le piume muoversi nel vento. Negli Orkney, invece, la colonia di Marwick Head è perfetta per chi vuole unirci un trekking sulla costa. Porta con te un obiettivo di almeno 200 mm se vuoi fotografarli senza disturbarli: i puffin sono curiosi, ma restano schivi quando percepiscono movimenti bruschi.

Dove alloggiare per vedere i puffin in Scozia

Per un’esperienza autentica, scegli un B&B locale nelle isole o un cottage sulla costa est. Nelle Shetland, i piccoli alloggi nei pressi di Lerwick permettono di muoversi facilmente verso le scogliere più frequentate. Se invece preferisci la comodità di un’escursione giornaliera, dormi a St Andrews o ad Anstruther e prenota una barca per l’Isle of May. Verifica gli orari del rientro serale: in estate la luce resta fino a tardi, ma i traghetti privati hanno orari rigidi e non aspettano i ritardatari.

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Consigli pratici per osservare i puffin senza disturbarli

Il rispetto per l’habitat è cruciale. Mai avvicinarsi ai nidi o camminare sull’erba scavata: sotto potrebbero esserci le tane, e basta un passo per crollarle. Evita i droni: molti parchi islandesi e scozzesi li vietano proprio per proteggere la fauna. Porta sempre un binocolo – anche economico – e resta dietro le corde o le staccionate. Indossa abiti scuri o neutri: i colori vivaci spaventano gli uccelli, specialmente a inizio stagione. Se vuoi fotografarli, disattiva il flash e usa il tempo lungo con un cavalletto. Con un po’ di pazienza, i puffin si abituano alla tua presenza e tornano ai loro rituali, pescando con movimenti rapidissimi.

Errori comuni da evitare durante l’osservazione

Il primo errore è sottovalutare il meteo: in Islanda e Scozia le previsioni cambiano ogni ora. Porta sempre con te un piumino e un guscio impermeabile, anche in giugno. Evita di pianificare una sola giornata per gli avvistamenti: dedica almeno due o tre giorni per compensare le condizioni imprevedibili del mare. Molti visitatori si lamentano di non aver visto puffin proprio perché sono partiti con il primo bus di rientro. Ricorda che questi uccelli sono marini: di giorno spesso sono in pesca, e tornano verso i nidi solo nel tardo pomeriggio. Programma le tue uscite per le ore serali e tieni conto della marea per accedere a certi promontori.

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Come pianificare il viaggio per vedere i puffin

Il modo più comodo per raggiungere i luoghi degli avvistamenti è combinare un’auto a noleggio e brevi traghetti. In Islanda puoi guidare da Reykjavík a Vík in poco più di tre ore, mentre per i fiordi occidentali considera anche due giorni, tenendo conto delle strade sterrate. In Scozia le connessioni con le isole principali partono da Aberdeen o Scrabster, con traghetti prenotabili online. Calcola bene i tempi di coincidenza, perché i voli interni per le Orcadi spesso non combaciano con quelli per le Shetland.

Metti nello zaino un termometro tascabile (le temperature serali scendono facilmente sotto i 10 °C anche a luglio), un cappello antivento e guanti leggeri. E soprattutto, non limitarti a guardare: ascolta. Il suono che fanno i puffin, un misto tra un ringhio e un brontolio, è il modo in cui comunicano nei tunnel sotto terra. Resterai in silenzio ad ascoltarli, dimenticando per un attimo il mondo moderno.

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